venerdì 30 giugno 2017

ITALIA COSTRETTA 
A SPERIMENTARE LA VACCINAZIONE COATTA?


Nel paese delle contraddizioni giuridiche, economiche e sociali, una contraddizione – una delle tante – non dovrebbe provocare il panico tra i cittadini, che, naturalmente, dovrebbero essere ormai abituati alle anomalie e alle incertezze. Eppure questo è lo stato dell’arte! Da una parte, molti genitori, incalzati dalle mode salutiste, preoccupati dai complotti e impauriti dalle profezie di sventura fanno le barricate contro il Legislatore, che pretende di privarli della libertà di coscienza e di cura; dall’altra, il governo, per il tramite della Ministra Lorenzin e del suo staff, interviene con un Decreto Legge a regolamentare la vexata quaestio dei vaccini: i bambini da 0 a 6 anni non vaccinati non avranno accesso ai nidi e alle scuole materne, mentre quelli delle scuole dell’obbligo potranno frequentare liberamente perché ai loro genitori inadempienti sarà comminata una multa da € 250,00 a € 7.500,00. Se ne sta discutendo. Perché ricorrere a un DL, impedendo la legittima discussione politica?


Anzitutto, precisiamo che il Decreto Legge è un atto normativo mediante il quale il governo - per far fronte alle emergenze (?) – produce una legge, la quale entra in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta. È bene ricordare, comunque, che le Camere hanno 60 giorni di tempo per approvarlo e convertirlo definitivamente, cosicché la sua efficacia è transitoria. In altri termini, una forzatura c’è, almeno nel caso in specie, dal momento che non mi sembra di aver notato gli elementi dell’urgenza, quali potrebbero essere un’epidemia in corso o, per esempio e in diverse circostanze, una calamità naturale. E inoltre ci chiediamo, con umiltà e grande disponibilità intellettuale: se il governo è intervenuto per evitare un’epidemia e tutelare la popolazione, per quale motivo non ha esteso l’obbligo del vaccino anche ai bambini e ai ragazzi della scuola dell’obbligo, anziché multarne i genitori? Un’epidemia non conosce limiti d’età. Vale la pena di ricordare che la legge, fino al clamoroso cambiamento di cui ci stiamo occupando, non prevedeva particolari sanzioni per i genitori che sceglievano di non vaccinare i bambini: erano previsti il ‘dissenso informato’ e un colloquio col giudice tutelare, che in genere si risolveva a favore dei genitori.

Nell’accingermi a procedere oltre, ho il dovere di fissare fin da ora il mio ruolo: non sono medico né chimico di laboratorio; sono solo una persona che si dedica con passione allo studio e all’analisi delle fonti d’informazione e ritengo di avere il diritto d’esprimere un’opinione concreta. The last but not the least: sono padre.


Dunque, attenendoci allo svolgimento della traccia, dobbiamo, prima d’ogni altra considerazione, documentare il contenuto del Piano Nazionale di Prevenzione affinché almeno l’informazione sia sana e limpida. Come da DL 07giugno 2017 n° 73, le vaccinazioni obbligatorie sono le seguenti: anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatitica B, anti-pertossica, anti-haemophilus influenzae tipo B, anti-meningoccociga B, anti-meningoccocica C, anti-morbillosa, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Quando la salute è al centro degli interessi generali, bisognerebbe far parlare la scienza, non l’affetto o l’istinto dei genitori, per quanto quest’ultimo sia genetico e inattaccabile. Riscoprirsi ricercatori di wikilandia e inventare probabili nessi tra una vaccinazione e una patologia, così da marcare un vaccino come patogeno, sono atti esecrandi e pericolosi. Tra le altre cose, secondo una recente pubblicazione della nota rivista Le Scienze, edizione italiana di Scientific American, uno studio effettuato su <<96.000 bambini non ha trovato alcuna correlazione tra la vaccinazione contro il morbillo, la parotite e rosolia e l’insorgenza di autismo nei bambini vaccinati, neppure nei soggetti più a rischio, cioè con un fratello già colpito dal disturbo.>>. Il dato empirico è inconfutabile. Per contro, non si può passare sotto silenzio ciò che brillantemente ha fatto notare il dott. Stefano Montanari, titolare di un rinomato laboratorio di ricerca, il quale, dopo avere analizzato la struttura e la composizione dei vaccini, ha comunicato che contengono micro e nanoparticelle di piombo, tungsteno, titanio acciaio et similia. Stiamo parlando di elementi cancerogeni, naturalmente.

Nello stesso tempo, non si è fatta adeguata informazione circa il ruolo che è stato assegnato all’Italia al summit di Washington del 19 maggio scorso, durante il quale il nostro paese è stato scelto da 40 paesi come capofila della strategia mondiale di vaccinazione, nell’ambito della Global Health Security Agenda. Pertanto, o il complotto è talmente esteso da coinvolgere l’intero pianeta oppure possiamo stare tranquilli per i nostri figli. Una sola cosa è certa: se c’era qualcosa che il governo poteva fare per non generare caos, di certo non l’ha fatta. Al contrario, ha scelto la più sospetta delle vie e ha giocato sporco, come si suol dire. Perché? Il dubbio è legittimo, l’insinuazione no.  



Noi abbiamo pure l’impressione che tutto questo, dallo sciacallaggio di alcun medici avventurieri al delirio di alcuni genitori modaioli, nasca da una debolezza politica internazionale del governo Gentiloni, che, naturalmente, non ha potuto e, forse, non ha voluto comunicare i dettagli dell’ingrato obbligo cui è stato sottoposto: mettere alla prova il sistema della vaccinazione coatta. Non pensiamo neppure che Lorenzin & Co. siano stati animati da malafede e ribadiamo che il loro unico problema possa essere la lacuna in termini di peso decisionale. A quel summit hanno preso parte, come si è detto, 40 paesi, ma non è passata inosservata la presenza di Barack Obama, il cui ruolo e la cui forza in sanità costituiscono una prova d’indubbio valore circa gli obiettivi della conferenza. Non a caso, i principali mass-media non hanno fatto altro che dare titoli imbarazzanti e poco significativi alla cronaca di pertinenza, non altrimenti che se fossero alla ricerca del colpaccio per dimostrare qualcosa d’indimostrabile. Basta dare un’occhiata a tutti i tentativi di collegamento tra il malessere dei bambini e i vaccini per rendersene conto. Si vuole fare opposizione con la solita solfa delle lobby? Certo, ci sono e resterebbero in ogni caso. Questa volta, tuttavia, non abbiamo proprio le risorse umane per far chiarezza sulla vicenda. Attendiamo nuovi governi.

5 commenti:

  1. Se invece delle contravvenzioni per i renitenti( cultura mafiosa) fossero stati comunicati i dati dell' incidenza negli ultimi anni delle malattie che si vogliono debellare e con i limiti di copertura di ogni vaccino . Forse chi governa avrebbe dimostrato di agire per conoscenze e non servitù a chi è più potente

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  2. Il problema, a mio avviso, sta proprio nella debolezza politica del nostro governo. È assurdo ridisegnare un piano sanitario nazionale. Se l'Italia avesse avuto più peso a livello internazionale, avrebbe risposto al summit coi giusti tempi del dibattito parlamentare

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