mercoledì 21 dicembre 2016

L’USURA E IL T.E.G.M.

#errorieparole #legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Quando si sente nominare l’usura, scatta subito un allarme che ci fa pensare indistintamente a un reato. In effetti, non commettiamo alcun errore, specie se consideriamo che il tentativo di impossessarsi del denaro o dei beni altrui attraverso l’applicazione di interessi esorbitanti è severamente punito dal codice penale. A tal proposito, tuttavia, è bene precisare che il rilevamento di un tasso esorbitante non è l’unica condizione di sussistenza del reato di usura, che si configura ugualmente, anche quando l’interesse sia al di sotto della soglia d’usura, ma il finanziatore non abbia tenuto conto del disagio del finanziato e delle sua palese incapacità di rimborso.


Quest’ultima notazione, in genere, sfugge ai più perché si è abituati a prendere in esame solamente qui punti percentuali che separano la somma richiesta dalla somma da restituire. Fino a qualche anno fa, non a caso, anche le banche incorrevano spesso nell’applicazione di tassi usurari; oggi, a dire il vero, il sistema di vigilanza è più efficiente e il Legislatore ha rivisto determinati equilibri. Bisogna far chiarezza, a questo punto, su un altro luogo d’incontro tra finanziatore e finanziato, un ‘luogo’ che è stato spesso oggetto di equivoci grossolani: il prestito tra privati. Si tratta di un’operazione del tutto lecita, tanto che il nostro codice civile ne disciplina l’esercizio.

La domanda che invece bisogna porsi per evitare di incappare nel cosiddetto tasso soglia, ovverosia nel limite oltre il quale gli interessi sono considerati usurari e perseguibili coloro che li hanno applicati, è la seguente: che cos’è concretamente il T.E.G.M?


Nel precedente capitolo, abbiamo dato le indicazioni essenziali al calcolo del tasso soglia anti-usura: T.E.G.M. + ¼ + 4% nel rispetto della differenza di otto punti percentuali tra la ‘soglia’ e il tasso medio. Adesso diciamo, per dovere di completezza dell’informazione, che il Tasso Effettivo Globale Medio è il risultato del calcolo della media dei tassi adottati da tutti gli intermediari del credito nell’ambito delle operazioni di pertinenza: mutui, leasing, prestiti personali et cetera. La rilevazione del T.E.G.M. è effettuata ogni tre mesi dalla Banca d’Italia per mandato del Ministero dell’Economia e delle Finanze. È chiaro che la stessa Banca d’Italia detta le condizioni per la formulazione di questi indicatori, che non è mai lasciata all’arbitrio degli intermediari.

Al fine di valutare il costo di un finanziamento è sempre corretto fare un confronto tra il T.E.G.M., che già conosciamo, e il T.E.G., il Tasso Effettivo Globale, da cui sono esclusi i valori di imposte e tasse. Dall’insieme dei T.E.G., infatti, si ottiene il tanto discusso T.E.G.M.  

Nessun commento:

Posta un commento