venerdì 22 luglio 2016

LO SPREAD

#legami


(la rubrica del lun, merc e ven di #AnalysisAndForecasting)

Negli ultimi anni, il termine spread è stato utilizzato come una sorta di jolly del lessico economico-finanziario, soprattutto nell’ambito dell’attività d’informazione svolta dai mass-media. In effetti, il suo significato non è univoco e, molto probabilmente, se n’è fatto un uso strumentale, nel tentativo di far credere che indicasse unicamente la differenza di valore tra i titoli di stato tedeschi e quelli italiani.

La prima cosa certa della semantica dello spread è proprio il concetto di differenza, anche se non è sufficiente rivolgere la propria attenzione a un vocabolario della lingua inglese, dove si legge qualcosa di diverso.


Un primo esempio a scopo di chiarimento può rintracciarsi nell’operatività dei mercati. Com’è noto, il mercato azionario-finanziario è il ‘luogo’ in cui si svolgono quotidianamente operazioni di compravendita. Tale processo si apre ogni giorno tramite una vera e propria asta: la differenza tra il più basso tra i prezzi formulati dai venditori (bid price) e il più alto dei prezzi formulati dai compratori (ask price) prende il nome di spread.

Le trame dello spread riguardano molto da vicino anche un qualsivoglia mutuatario. Come si è detto in precedenza, a proposito di TAN e TAEG, le banche traggono profitto dalla differenza tra il valore del denaro che acquistano da altre banche e quello del denaro che rivendono ai propri clienti, aggiungendo ‘qualcosa’ al tasso di base. Anche - e soprattutto - in questo caso, si tratta di spread. In genere, in un’operazione di prestito ipotecario, lo spread costituisce il costo fisso, mentre l’euribor quella variabile. L’euribor non è altro che un tasso elaborato e fissato quotidianamente e mediante il quale le banche si scambiano il denaro.


Di conseguenza, oltre ad ascoltare le notizie diffuse molto di frequente sulla differenza tra BTp (a 10 anni) e Bund, non si dimentichi di prestare attenzione al comportamento delle banche, dato che l’applicazione dello spread è del tutto rinviata alla volontà dei singoli banchieri! 

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