sabato 14 febbraio 2015

SI DICE MEDIA, NON MIDIA, PLUS, NON PLAS


Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli, autori del superbo Vocabolario della lingua italiana (1980), non pongono alcun indugio a scrivere, tra parentesi tonde, che èdile è errato. Pertanto, è evidente, fin da principio, che èdile non si può dire. Occorre spostare l’accento d’una vocale al fine di ripristinarne la corretta pronuncia: edìle. Spesso, il male è giudicato oscuro e, di conseguenza, anche incurabile a causa della trascuratezza e della superficialità di chi lo ho generato. Oggi, anche dagli addetti ai lavori si sente dire con  disinvoltura èdile, come se l’Italia non fosse unita da una grammatica e da una lingua. Gli speaker radiofonici e televisivi, nostro malgrado, hanno avuto un ruolo decisivo nella diffusione di taluni errori. In particolare, Aldo Gabrielli, curatore di una Guida pratica all’uso della lingua italiana (1982), narra che, nel 1964, i giornalisti della RAI, dovendo riportare il caso di cronaca di Mordekhai Luk, rinchiuso in un baule dell’aeroporto di Fiumicino, per un’intera settimana, ripetettero bàule, laddove sarebbe stato corretto dire baùle. Quelli erano tempi in cui radio e televisione costituivano modelli di riferimento per ascoltatori e telespettatori, tanto che ne conseguì la diffusione virale di un regionalismo. Di fatto, i regionalismi sono piuttosto ingombranti, anche se, di frequente, danno colore e vivacità alla lingua. Anche il dialetto ha avuto ed ha un valore letterario; la qual cosa, tuttavia, non può diventare una giustificazione per l’ignoranza di chi scambia lucciole per lanterne. Stando così le cose, è appena il caso di dare qualche bastonata sui denti a coloro che, imperterriti ed arroganti, dicono Google Plas in luogo di Google Plus. Plus appartiene alla lingua latina, non è un personaggio di Daniel Defoe o un collaboratore di Sherlock Holmes. Dunque, si dice plus. Plas mai! In fatto da bastonate da ripartire equamente, non dobbiamo dimenticare coloro che dicono midia. Anche media è un termine latino, che non ha mai avuto dimora nei dintorni di Buckingham Palace. Cicerone avrebbe detto a uno di questi ciarlatani: - Recede de medio! -; ovverosia: -Togliti di mezzo! -. Non ci si metta a obiettare con la questione dei neologismi, dei prestiti linguistici,  delle acquisizioni lessicali o con la teoria secondo cui il tempo cambia anche la grammatica perché la prima smentita giungerebbe proprio da The Grammar you need (1988), dove si trova un pretto elenco delle parole latine! Se vado in un paese arabo, non posso mica salutare con Salame Alecum unicamente perché mi piace “italianizzare il saluto”. Educatamente dirò: Salam 'Aleikum.

3 commenti:

  1. Non è vero quello che dici. Le parole latine introdotte dal mondo anglosassone derivano a noi da questo e quindi perdono la loro pronuncia originaria. Per cui si dice plas, sammit ecc. Leggiti cosa dice l'Accademia della Crusca a tal proposito.
    Oppure leggiti due dizionari sincronici dell'italiano come il GRADIT, Grande Dizionario Italiano dell'Uso di Tullio de Mauro o un dizionario storico come il GDLI, Grande Dizionario della Lingua Italiana del Battaglia. Da lì capirai che i termini vanno pronunciati in inglese ancorché derivino dal latino.

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    1. "Leggi questo!", "Leggi quest'altro!", "Capirai..." et similia: la lingua di relazione è composta anche di stile, buone maniere e opinioni. E inoltre: ogni atto linguistico racconta più di quanto denuncia il segno-significante su chi parla o scrive; si tratta del più coinvolgente tra i misteri trasformativi e combinatori della performance linguistica. Le fonti che amabilmente citi sono autorevoli e celeberrime, a tal punto che anche un idiòtes come me ne ha fatto la conoscenza. Chi mai d'altronde potrebbe revocarne in dubbio le sentenze? Nessuno né tanto meno io a causa dello scarso credito di cui godo. Di fatto, ogni lingua è filtrata dalle varianti sociolinguistica; la qual cosa di certo non sfugge alla tua raffinata competenza bibliografica. Diastratia, diamesia, diacronia e diatopia conducono parlanti e scriventi da MEDIA a MIDIA, da PLUS a PLAS et cetera, ma l'etimo ne risulta deviato, schiacciato o addirittura cancellato. Di 'citazionismo' in 'citazionismo' potremmo passare in rassegna coloro che hanno elaborato altre tesi e altre chiose, ma... La sospensione interpuntoria ci basti! Ciò che è latino non cambia per volontà dei colonialisti né per quella dei colonizzati, per carità. Un giorno, lontano o vicino - chissà - 'pizza' potrebbe diventare 'pàizzei' e 'spaghetti', invece, 'spàighittai', ma, fino a quella terribile evenienza, qualche idiòtes tenterà la strenua difesa. In ultimo, anche se non troppo, un accademico torinese ha proposto, non senza consensi di accettare la sospensione del congiuntivo dopo verbi come 'credo', 'penso' et cetera. Nessuna scholè ne ha ancora incoronato il capo. Staremo a vedere, ma restiamo in trincea.

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